E fu sera e fu mattina … Primo Giorno

 Sono passati molti mesi prima di vedere il tuo “volto”.
In un certo senso posso dire di averti dato alla luce dopo una lunga gravidanza.
Tu sei un mio figlio e io potrei quasi dire di essere una mamma (dopotutto, la mia naturale rotondità  potrebbe ingannare e reggerci il gioco in questa sceneggiata).
Che bella sensazione.
Malgrado la stanchezza ( devi sapere che il travaglio non è una cosa semplice), alla tua vista, è come se tutti i miei chakra si fossero allineati regalandomi pace.
Oggi, 19 febbraio 2016, hai emesso il tuo primo vagito, un “www”che durerà nel tempo; o comunque, farò di tutto affinché sia così.
Questo giorno, piccolo mio, sarà la tua stella Polare; quel punto che prenderai di riferimento per tanti obiettivi e progetti.
Il tuo ingresso al mondo, mio caro bebè, è stato di tutto rispetto; con tanto di visite e regali.
Ti hanno coccolato, emozionato e solleticato.
Non potevi desiderare accoglienza più bella, sono rimasta senza parole perché ogni scarrafone è bello a mamma soja, ma non sai mai come lo vedranno gli altri.
Pensi che ci hanno accolto così bene perché sono una ragazza madre?
Vabbè, poco importa.
Il cardine è che noi vogliamo raccontare, con la speranza che loro vogliano sentire.
Ti vedranno crescere, fare i primi passi, salire in bici, sbucciarti un ginocchio perché non hai visto quel ciottolino che c’era davanti a te. Sai, imparerai che nella vita capita di cadere, ma t’insegnerò che è una cosa normale. L’importante, poi, è sapersi rialzare.
Faremo grandi cose io e te, o almeno me lo auguro.
Sei nato lo stesso giorno di tua nonna Anna e se riuscirai a prendere da lei anche solo un pizzico della sua forza e determinazione risulterai un vincente.
Abbiamo capito molte cose con la tua nascita, tra quelle più importanti:
Il voler essere una Donna “spettinata” … perché è con i nodi in testa che noi creiamo le idee.
Buona notte

Due parole sull'autore Francesca Putrino

6 Comments

  1. Benvenuto allora! Io continuerò a coccolarti e non darò consigli non richiesti. Sai, li ho sempre detestati: dovresti, dovresti. Ancora peggio: avresti dovuto. Così vai! Sii libero e felice perché in ogni giorno che ci viene concesso c’è sempre un motivo per vedere la vita a colori, così come la tua nonna asseriva sempre. Pensa che lei chiamava un suo amico “Armando Therapy” perché quando si sentiva un po’ triste, pensava ad una delle sue improbabili barzellette e tutto passava…

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