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Il gusto dell’intervista: Giuseppe Castiglia – Toast Parisienne Mickey Mouse

Terzo appuntamento con il “Gusto dell’intervista”, grazie alle mani di Manuela Sain Colombo anche oggi vi presento un capolavoro, un piatto artistico capace di far mangiare con gli occhi. Il nostro protagonista è una figura versatili della comicità e del panorama cabarettistico catanese: Giuseppe Castiglia. Conduttore di uno dei programmi più famosi ed esilaranti in Sicilia, Allakatalla, Giuseppe è un mix d’intelligenza, cultura, divertimento che nasconde, dietro una battuta estemporanea, un’acume ricercato e sorprendente.

Potresti leggere anche le precedenti interviste fatte al giornalista e conduttore Salvo La Rosa e allo scrittore ed editor Sergio Claudio Perroni 

Il primo pensiero quando ti svegli e l’ultimo prima di andare a dormire?

 Quello che dovrò fare durante il giorno e, prima di andare a letto, quello che dovrò fare domani. Dormo pensando, anche perché la mia professione impone programmazione. Amo il mio pubblico e voglio dare il massimo. 

  1. Sei più attratto dal generale o dal particolare?

Dal particolare, sempre.

  1. Perché?

Sono attento ai dettagli, avvalorano la totalità. Anche un difetto può essere un tratto distintivo.

  1. Cosa avresti voluto fare da grande?

Da piccolo sognavo di dare il copywriter, mi sarebbe piaciuto disegnare marchi e pubblicità.

  1. Come immagini il tuo funerale?

 Devo confessare che l’ho già immaginato, visto che sono morto tre volte. Una volta ho dovuto scrivere un articolo sul giornale dove dichiaravo di essere vivo. Per un anno non feci il programma “Insieme” e la gente si chiedeva se fossi morto. In quell’occasione ci ho pensato. Pensavo a chi ci sarebbe stato.

  1. Un pregio e un difetto?

Nell’uno e nell’altro caso, sono tanti. Io direi la generosità, per entrambe le ipotesi.

  1. Meglio rimorsi o rimpianti?

Sicuramente i rimorsi, anche se la vita non ti porta sempre a fare tutto ciò che vorresti. 

  1. Perché? 

Provare, anche se non si raggiunge ciò che si desidera, aiuta a farti sentire vivo.

  1. Una cosa che ami e una che detesti

Detesto la stupidità e l’ignoranza, in realtà mi fanno paura perché sono nocive alla società. Una cosa che amo, la musica.

  1. Una buona abitudine e una cattiva.

Una buona sicuramente non porsi obiettivi assurdi o irraggiungibili, sono un pragmatico. Una cattiva, considerare gli altri volenterosi come me. Mi trovo spesso a delegare immaginando che gli altri vedranno alcune cose con i miei stessi occhi.

  1. Qual è la cosa dolce e quella salata che preferisci?

 Adoro i dolci, ultimamente mangio un babà al giorno. Invece il piatto salato che più mi attira è la pasta che, tra l’altro, mi piace cucinare.

  1. Il pasto della giornata che non puoi saltare?

Il pranzo. Per il resto, non faccio colazione e spesso, per la stanchezza, vado a letto senza cena.

  1. Un sogno e un incubo ricorrenti?

Non ne ho.

  1. Una parola che ti piace e una che non ti piace?

Sì e No. Soprattutto il no assoluto, si può sempre trovare un punto d’incontro.

  1. Il tuo luogo preferito?

Casa mia e Parigi. L’unico posto dove sono tornato più volte, mi sa di confidenziale, di nota, di conosciuta, di familiare. La conosco meglio di Catania, riesco ad arrivare da un posto a un altro con facilità.

  1. L’animale che ti affascina di più? 

La tigre. Ho avuto la possibilità, in occasione di un programma, di entrare dentro una gabbia dove ce n’erano dodici. Da vicino riesce a trasmettere il senso di grandezza, d’immensità, d’imponenza. È imprevedibile e ha un gran fascino.

  1. Quale personaggio dei fumetti vorresti essere?

Topolino. Era interessante e intelligente; un personaggio positivo e più grande di quello che sembra. Non l’ho mai trovato un semplice e banale fumetto

  1. La tua filosofia di vita?

 Cercare di evitare, o almeno attutire, i calci duri.

19) Un simbolo portafortuna?

Non ne ho. Porto solo un anello che indossava mio padre, prima di lui mio nonno e ancor prima il mio bisnonno. Per il resto non ho amuleti e non sono superstizioso

 

Toast Parisienne Mickey Mouse

Ingredienti:

Pane da toast

Patè di olive nere

Pomodori

Cetrioli

Formaggio a fette

Latte

Uova

Maionese

Il toast alla francese è immensamente più ricco di quello cui siamo abituati. Ne esistono diverse versioni sia dolci che salati. Noi sperimenteremo una versione vegetariana. Ma, se preferite, nulla osta all’aggiunta di una bella fetta di prosciutto cotto. Prima di tutto preparate gli ingredienti già tagliati. Consiglio l’utilizzo di un coppapasta per ottenere cerchi delle medesime dimensioni. Quindi iniziate a coppare 4 fette di pane, e poi intagliatene altre due con la forma sottostante. Coppate anche il formaggio, l’insalata e i pomodori. Affettate finemente i cetrioli. Prearate un uovo sbattuto con un pizzico di sale e aggiungete due tre cucchiaiate di latte. Fate rassodare un altro uovo.

Ora preparate una padella antiaderente ben calda passate velocemente le fette di pane nell’uovo e latte e mettetele in padella (in alternativa forno a 150° per circa 10/15 minuti) finché non raggiungeranno la doratura.

Iniziate ad impiattare componendo i due toast. Alternate una fetta di pane, una di pomodoro, i cetrioli disposti a petali, il formaggio un’altra fetta di pane e spalmate la superficie di patè di olive nere. Se volete sperimentare una versione ancora diversa potete aggiungere del tonno in scatola e sostituire il patè di olive con il caviale o le uova di lompo nere.

Spalmate il patè sulla fetta intagliata. Questa sarà la testa di topolino. Tagliate a fette l’uovo sodo nel senso della lunghezza e piazzate due fette che formeranno gli occhi.

Con il dosatore per maionese disegnate la silhouette della Tour Eiffel. È piu semplice di quello che pensate. In fin dei conti si tratta di un triangolo allungato, con i lati arrotondati ad arco e qualche segmento a X lungo tutta la forma. Non serve che sia precisa, anzi, meno lo è e più sembrerà artistica!

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